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Autoritratto

Camillo Benso conte di Cavour

Bur
Copertina di: Autoritratto

Lettere, diari, scritti e discorsi

Il grande tessitore dell’Unità nazionale, il politico meno popolare tra gli italiani, rivelato attraverso le sue stesse parole. Quelle dei diari giovanili e delle lettere intime alla famiglia, agli amici e alle donne, per la prima volta tradotte in italiano da quella strana madrelingua che era per il giovane Camillo un francese “piemontesizzato”, ma anche quelle delle missive in codice, che disvelano le reali intenzioni di un uomo al centro del momento più delicato della storia italiana. A questo Camillo privato fa da controcanto il Cavour pubblico, quello degli scritti e dei discorsi parlamentari, dei dissapori con Vittorio Emanuele e delle accese liti con Garibaldi. Un testo prezioso per conoscere una figura centrale dell’Unità, che ha creduto fino all’ultimo nella libertà e che il 29 dicembre 1860 scriveva: “Sono figlio della libertà, è a lei che devo tutto quello che sono”.