Lo chiamano «Mam» da quando ha memoria, un nome nato per gioco, regalo di sua sorella Iaia. «Mam» non è più andato via: è diventato il nome dell'amicizia, degli scherzi e del calcio fangoso nei prati di provincia. È il fanciullo senza età, fuori dalle regole della professione. Dentista per tradizione, ormai superati i sessanta, ha dedicato metà della sua vita all'Università, coltivando il lavoro con innata curiosità, senza mai trascurare il gioco e ha deciso di viaggiare tra fotografia, scrittura, cavalli, calcio, e quant'altro trovi stimolante per non perdere la fantasia. Ha una moglie, Alessandra (medico dell'anima e del cuore), e tre fantastici demonietti: Trikky (Valentina, avvocato), Cioci (Giacomo, dirigente nel mondo del calcio) e Titto (Alessandro, intelligenza non codificabile).
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