Nasce a Milano nel luglio del 1955 da famiglia interista da ambo i rami. Diventa «Cecio» praticamente subito: la sorella più grande non sa pronunciare l'impegnativo Francesco, che viene dimenticato da tutti o quasi. Nel marzo del '61 subisce a San Siro la stessa folgorazione che colpisce John Belushi nella chiesa Gospel: vede la luce e ha i colori del cielo e della notte. Da quel momento nulla sarà più come prima. Alla fine del liceo i genitori lo spediscono negli Stati Uniti per cercare di distrarlo dalla fissazione; lui lavora, diventa uomo, ma il giorno del ritorno in patria chiede di andare a San Siro direttamente da Malpensa, senza passare da casa. Pensionato con quarant'anni di industria tessile alle spalle, si occupa di energie rinnovabili d'inverno e fa il gelataio da marzo a ottobre su una spiaggia di Mallorca. Ha due figlie femmine e un figlio maschio (più interista di lui) e la stessa moglie, compagna, complice e amica, da quasi quarant'anni. Avendo sempre scritto di Inter per puro diletto, dalla nascita della chat InterNati nel 2017 veste i panni di storico e custode della memoria nerazzurra, guadagnandosi il nickname di «Vate».
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