Sinossi
Accettare di dormire cento anni e imparare la pazienza, aspettare l’amore chiudendo gli occhi e le porte del proprio cuore è raro ai nostri giorni. “Vivere non può essere una favola così inversomile.” Una principessa che si risveglia nera, una perfida regina, un destino da trasformare: il celebre autore marocchino riscrive l’antica fiaba per parlare con semplicità di razzismo e di amore. Illustrato a colori dai preziosi acquerelli di Giovanni Manna.
Caratteristiche
| Editore |
Fabbri |
| Prezzo |
15,00 € |
| Pagine |
112 |
| Formato |
16,3 x 23 cm |
| Data di uscita |
15/10/2003 |
| ISBN cartaceo |
9788845183508 |
Tahar
Ben Jelloun
TAHAR BEN JELLOUN è nato a Fès (Marocco) nel 1944, vive a Parigi. Poeta, romanziere e giornalista, ha vinto il Premio Goncourt nel 1987. È noto in Italia per i suoi numerosi libri, tra cui Creatura di sabbia, 1987; L’amicizia, 1994; Corrotto, 1994; L’ultimo amore è sempre il primo?, 1995; Nadia, 1996; Il razzismo spiegato a mia figlia, 1998, giunto alla quarantottesima edizione (e ripubblicato nel 2010 in una nuova edizione accresciuta); L’estrema solitudine, 1999; L’albergo dei poveri, 1999; La scuola o la scarpa, 2000; Il libro del buio, 2001 (International IMPAC Dublin Literary Award 2004); L’Islam spiegato ai nostri figli, 2001 (ripubblicato nel 2010 in una nuova edizione accresciuta); Jenin, 2002; Amori stregati, 2003; L’ultimo amico, 2004; La fatalità della bellezza, in Amin Maalouf, Tahar Ben Jelloun, Hanif Kureishi, Notte senza fine, 2004; Non capisco il mondo arabo, 2006; Partire, 2007; L’uomo che amava troppo le donne, 2010; La rivoluzione dei gelsomini, 2011; Fuoco, 2012.