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Il fascino inquietante dei thriller psicologici

Nel vasto panorama del thriller, esiste un territorio narrativo che affonda le sue radici nelle emozioni più nascoste, negli angoli bui della mente, nelle zone d’ombra delle relazioni: il thriller psicologico. Un genere che non vive soltanto di colpi di scena o di indagini serrate, ma della capacità di scardinare certezze, di mettere in dubbio ciò che crediamo di sapere sulle persone che amiamo e soprattutto su noi stessi. Dalle famiglie perfette che nascondono crepe profonde ai legami più intimi che si trasformano in trappole, dai traumi che riaffiorano sconvolgendo il presente fino alle apparenti verità che improvvisamente si sgretolano, i libri thriller psicologici ci ricordano che la minaccia più inquietante è spesso interiore.

I romanzi simbolo appartenenti al genere sono spesso ambientati in cittadine soffocanti, grandi metropoli, famiglie rispettabili e amori imperfetti. Al tempo stesso condividono tutti una qualità: quella di scavare a fondo con un ritmo ipnotico. Sono storie di scomparsi, di segreti, di amicizie ambigue, di famiglie apparentemente irreprensibili e di verità che cambiano forma ad ogni pagina. Storie che si insinuano nella mente del lettore e non lo lasciano più andare, perché lo obbligano a confrontarsi con le paure più profonde, con il sospetto che nulla sia davvero come appare e con l’inquietante possibilità che il male non sia altrove, ma molto più vicino di quanto vorremmo ammettere.

 

Cosa si nasconde in un romanzo che è un thriller psicologico?

 

La casa, l’intimità e il doppio volto dell’amore

Nei libri thriller psicologici la “casa”, il luogo simbolo di amore e protezione, si trasforma spesso nel regno di segreti, bugie e silenzi che cambiano volto ai legami più profondi. È proprio nello spazio familiare, apparentemente rassicurante, che il thriller psicologico rivela la sua vera forza: mostrare come il pericolo possa insediarsi proprio dove ci sentiamo più al sicuro.

L’autrice di successo Gillian Flynn approfondisce e rende esplosivo tutto questo nel notissimo romanzo L’amore bugiardo. La relazione tra Nick e Amy è il ritratto di un matrimonio che si sgretola e si reinventa continuamente, un’illusione accuratamente costruita che esplode in un gioco di manipolazioni reciproche. Considerato da molti un romanzo-rivelazione in grado di rappresentare perfettamente il lato oscuro dell’amore, è il libro che rappresenta perfettamente, come sottolinea la stessa autrice, il fatto che “ogni storia d’amore possiede sempre due facce”. Si tratta di un imperdibile romanzo diventato un film pluripremiato e candidato all’Oscar con Ben Affleck e Rosamund Pike, diretto dal regista David Fincher: “L’amore bugiardo – Gone Girl”, classificato tra i dieci film dell’anno dal National Board of Review of Motion Pictures nel 2014.

Un’altra colonna portante dell’ambiente familiare è naturalmente l’intimità, che nel thriller psicologico diventa spesso tossica. Basti pensare a Sharp Objects, romanzo sempre dell’autrice Gillian Flynn e in cui la protagonista Camille, stanca di vivere nella soffocante cittadina di Wind Gap, decide di andarsene di casa per intraprendere la sua carriera da giornalista di cronaca nera. Nulla di strano, se non fosse che è proprio il suo lavoro a costringerla a tornare nella sua città natale per indagare sulla scomparsa della piccola Natalie Keene. In continua lotta con sé stessa per arginare i ricordi del suo passato, Camille deve affrontare il suo problema più grande, il legame più oscuro di tutti: sua madre. Il thriller psicologico diventa quindi un racconto sul trauma, sulla memoria e su quanto l’infanzia possa continuare a contaminare il presente.

Le dinamiche quasi ossessive della famiglia perfetta, dei suoi componenti impeccabili e della maternità tossica sono la filigrana del grandissimo romanzo Sussurri di Ashley Audrain, dove a incrinarsi non è solo una relazione, ma l’intero microcosmo di un quartiere. Whitney Loverly, madre perfetta agli occhi di tutti, diventa improvvisamente protagonista della misteriosa caduta di suo figlio Xavier da una finestra dopo una lite furibonda, evento che scuote il fragile equilibrio della donna e della famiglia tra amicizie, gelosie e segreti taciuti in nome della buona facciata sociale. Un thriller psicologico che esalta la grande abilità dell’autrice nello scavare dentro la psiche femminile con le sue contraddizioni, le sue paure, il conflitto fra pressioni sociali e istinti, fra dovere e affetti, fra sé e gli altri. Si tratta del secondo libro di Ashley Audrain che ha ottenuto un successo internazionale dopo il romanzo d’esordio “La spinta, da molti considerato una vetta di rara maestria, tradotto in 34 paesi e con i diritti televisivi acquistati dai produttori di C’era una volta a… Hollywood. Sia in Sussurri che nell’altro romanzo di Ashley Flynn, la normalità è solo una superficie sottile pronta a incrinarsi in qualsiasi momento.

Sparizioni, bugie e verità sommerse: quando indagare significa riscrivere il passato

In altri libri thriller psicologici tutto ha inizio con una scomparsa in grado di stravolgere profondamente la realtà. Quel vuoto improvviso mette in discussione certezze e verità, trascinando protagonisti e lettori in un labirinto di segreti, sospetti e inganni.

In Ti ricordi di Sarah Leroy?, Marie Vareille affronta queste dinamiche con rara sensibilità, intrecciando il mistero alla vulnerabilità dell’amicizia adolescenziale. La sparizione di Sarah continua a risuonare vent’anni dopo, sospesa tra mezze verità e memorie che non coincidono. Quando la giornalista Fanny torna a Bouville per scrivere un reportage sul caso, insieme alla figliastra si ritrova a scavare in un terreno emotivo minato: ricordi che cambiano forma, responsabilità condivise, legami spezzati e soprattutto le “Disincantate”, un gruppo di ragazze che un tempo sembravano inseparabili e che ora custodisce le crepe, i silenzi e le ombre di una storia mai davvero chiusa.

Lo svelamento del passato caratterizza anche Tutto questo ti darò, il bestseller di Dolores Redondo. Lo scrittore e protagonista Manuel, travolto dalla notizia della morte improvvisa del marito Álvaro in un incidente d’auto mai del tutto convincente, si ritrova a inseguire una verità che sgretola, pezzo dopo pezzo, l’immagine dell’uomo che credeva di conoscere. Nella cornice magnetica della Galizia, tra vigneti immersi nella nebbia, atmosfere gotiche e superstizioni antiche quanto le famiglie che le abitano, ogni scoperta apre un nuovo varco nell’oscurità. Quella che nasce come un’indagine diventa presto un percorso interiore: Manuel non sta solo ricostruendo la storia di Álvaro, ma anche la propria, perché capire chi fosse davvero suo marito significa rimettere in discussione l’identità stessa che aveva costruito accanto a lui. Come accade nel romanzo di Vareille, la ricerca della verità non è solo un’indagine: è un viaggio emotivo che spinge il protagonista a confrontarsi con la versione di sé che aveva plasmato attraverso gli occhi dell’altro.

Una corsa contro il tempo nella mente della protagonista

E quando il vero nemico siamo noi stessi? È il caso dei libri di genere thriller psicologico in cui la tensione si gioca tutta nella mente della protagonista, trasformando ogni minuto in una corsa contro il tempo, tra percezioni alterate, dubbi e paure crescenti.

In Un piccolo favore di Darcey Bell è un’amicizia totalizzante a diventare improvvisamente una prigione mentale. La scomparsa di Emily costringe la sua migliore amica Stephanie a confrontarsi con una verità che muta a ogni rivelazione, trasformando progressivamente la fiducia in sospetto. È l’esempio perfetto di come un thriller psicologico strutturato e con una trama ben costruita possa risultare disorientante per il lettore, tanto da diventare un film nel 2018, un anno dopo la pubblicazione del libro, diretto da Paul Feig e interpretato dalle attrici Anna Kendrick e Blake Lively.

All’interno di questo scenario trova spazio anche Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita di Amy Tintera, un thriller psicologico che riflette sul potere della narrazione e sull’ossessione contemporanea per il true crime. Lucy è la protagonista perfetta di una storia che vive di ambiguità: unica sospettata dell’omicidio della sua migliore amica Savannah, non solo è stata giudicata colpevole da un’intera cittadina, ma non è nemmeno certa della propria innocenza. Colpita da amnesia, porta addosso il peso di un dubbio insostenibile, amplificato anni dopo dalla riapertura del caso da parte di un podcast di enorme successo. Il ritorno a Plumpton diventa così un viaggio claustrofobico nella memoria e nella colpa, dove l’indagine si svolge tanto all’esterno quanto nella mente della protagonista. Tra ironia tagliente, tensione crescente e continui colpi di scena, il romanzo di Tintera interroga il confine tra verità e racconto, mostrando come una storia, una voce o un podcast possano riscrivere per sempre un’esistenza.

Per completare la nostra selezione di consigli sui romanzi di questo amatissimo genere non possiamo non menzionare Not Quite Dead Yet di Holly Jackson, dove il thriller psicologico assume un ritmo ancora più incalzante. Jet Mason ha solo sette giorni per scoprire chi ha tentato di ucciderla prima che la sua stessa mente, ferita e imprevedibile, la tradisca. La percezione alterata della realtà, la sfiducia verso chi ama e la vulnerabilità fisica rendono questo romanzo di genere thriller psicologico un tassello perfetto per chi ama l’adrenalina. Qui l’indagine non è solo esterna, è un vero e proprio conto alla rovescia che si svolge dentro la mente della stessa protagonista.

Libri thriller psicologico: un genere che non smetterà mai di incuriosirci

Ognuno di questi libri mette in luce una sfumatura diversa del thriller psicologico: la tensione domestica, l’ossessione amorosa, il trauma familiare, la falsità delle apparenze, il potere della memoria. Ciò che li unisce è la capacità di trasformare ogni pagina in un territorio incerto, dove nulla è esattamente come sembra e la verità è un puzzle in continua metamorfosi.

I romanzi di thriller psicologico ci catturano perché parlano di ciò che ci fa più paura: non il mostro fuori dalla porta, ma quello che si nasconde dentro casa, dentro gli altri, dentro di noi. Queste storie lo dimostrano con maestria, conducendoci in un viaggio inquietante e affascinante attraverso il lato più oscuro dell’animo umano.