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Favole per bambini, ragazzi e adulti da leggere a tutte le età

Ci sono storie che non smettono mai di accompagnarci. Le ascoltiamo da bambini prima di dormire e poi le ritroviamo da adulti quasi per caso. E ogni volta non suonano mai uguali, perché sembrano rivolgersi a una parte diversa di noi, che cambia con il tempo e con le esperienze. Non sono soltanto racconti per l’infanzia: sono mondi simbolici pieni di paure, desideri e domande che attraversano ogni età.

Le fiabe ci accompagnano in regni incantati e viaggi impossibili abitati da creature fantastiche. Le favole per bambini e adulti, invece, scelgono spesso animali parlanti e storie più brevi per insegnare qualcosa sul comportamento umano, sulle debolezze, sull’intelligenza o sulla giustizia. Ma entrambe possiedono una caratteristica in comune: riescono a raccontare verità profonde attraverso la “semplicità” dell’immaginazione.

Oggi, in un mondo dominato dalla velocità e dagli schermi, tornare alle favole e alle fiabe significa recuperare il piacere dello stupore. E molti dei libri pubblicati negli ultimi anni lo fanno anche attraverso edizioni illustrate straordinarie, capaci di trasformare la lettura in un’esperienza visiva oltre che narrativa.

Dalle fiabe italiane famose come Pinocchio alle grandi storie fantastiche di Alice nel Paese delle Meraviglie, fino alle favole illustrate per bambini di Esopo o alla più celebre favola di Natale mai scritta. Scopri la nostra selezione di fiabe e favole da leggere ai tuoi bambini, oppure da riscoprire per tornare, anche solo per un momento, indietro nel tempo.

 

Favole e fiabe per l’infanzia: le storie con cui impariamo a guardare il mondo

Quando si parla di favole e fiabe da leggere almeno una volta nella vita, il pensiero va subito a quei libri che hanno costruito l’immaginario di intere generazioni. Sono storie nate secoli fa, eppure ancora capaci di emozionare perché parlano di qualcosa che non cambia mai: la paura di crescere, il desiderio di essere amati, il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo. Dietro magie, creature fantastiche, animali parlanti e avventure impossibili, le grandi fiabe e favole raccontano sempre qualcosa di profondamente umano.

Tra le opere che hanno definito l’idea stessa di favola ci sono inevitabilmente le Favole di Esopo, considerate il modello originario di moltissime favole da raccontare ancora oggi ai bambini. La cicala e la formica, il lupo e l’agnello, la volpe e il serpente o la gallina dalle uova d’oro sono racconti brevissimi, ma dentro la loro apparente semplicità racchiudono interi frammenti della natura umana. Gli animali diventano specchi dell’uomo: incarnano l’avidità, la superbia, l’astuzia, l’ingenuità o la saggezza. Ed è sorprendente quanto queste storie continuino a parlare anche agli adulti, perché le dinamiche raccontate da Esopo non appartengono soltanto all’infanzia ma alla società di ogni epoca. Le raffinate illustrazioni di Edward Detmold amplificano ulteriormente il fascino del volume, trasformandolo in una delle più eleganti favole illustrate per bambini da leggere e rileggere.

Accanto a Esopo troviamo poi le grandi raccolte che hanno definito la fiaba tradizionale europea: le Fiabe di Charles Perrault e le Fiabe dei fratelli Grimm. Da Cappuccetto Rosso a Pollicino, da Biancaneve a Hänsel e Gretel, queste storie hanno costruito l’immaginario collettivo di intere generazioni. Ma dietro principesse, lupi e streghe si nascondono paure molto concrete: l’abbandono, il pericolo, il desiderio di salvezza e il bisogno di giustizia. I Grimm rendono queste tensioni ancor più simboliche, mentre Perrault conserva il fascino morale della fiaba classica, spesso più inquietante e sfaccettata rispetto alle versioni moderne. Le illustrazioni del disegnatore più influente del Novecento Arthur Rackham e del più grande maestro dell’illustrazione di tutti i tempi Gustave Doré trasformano entrambe le raccolte in autentici capolavori illustrati, dove il racconto continua anche attraverso le immagini.

Nella nostra selezione non può mancare La regina delle nevi e altri racconti di Hans Christian Andersen, una raccolta che dimostra come la fiaba possa diventare poesia, introspezione e racconto simbolico. Dalla Sirenetta alla Regina delle Nevi, Andersen costruisce storie che parlano di amore, perdita, desiderio e solitudine con una sensibilità sorprendentemente moderna. I suoi personaggi affrontano emozioni profondamente umane: la paura di essere esclusi, il bisogno di essere amati, il dolore del sacrificio e la difficoltà di restare fedeli a sé stessi. Le eleganti illustrazioni di Edmund Dulac rendono queste fiabe ancora più evocative, trasformando il libro in uno dei più raffinati esempi di fiabe per bambini illustrate mai realizzati.

A chiudere il viaggio nell’infanzia c’è poi Canto di Natale di Charles Dickens, una delle più celebri favole di Natale mai scritte, capace di intrecciare magia, malinconia e critica sociale in un racconto senza tempo. Attraverso il viaggio notturno dell’avaro Ebenezer Scrooge, guidato dagli spiriti del Natale passato, presente e futuro, Dickens costruisce una storia che parla di memoria, solitudine, egoismo e possibilità di redenzione. Il vero cuore del libro, però, è l’idea che nessuno sia condannato a restare per sempre la persona che è stato in passato: anche chi si è chiuso nell’indifferenza può ritrovare empatia, umanità e vicinanza agli altri. La combinazione di emozione, speranza e riflessione rende il racconto una delle rare favole capaci di commuovere profondamente sia i bambini sia gli adulti.

Favole per bambini e favole per adulti: una raccolta di capolavori senza tempo

Esistono libri che nascono come storie fantastiche o racconti per ragazzi, ma che con il tempo sono diventati veri e propri capolavori della letteratura universale. Sono fiabe e favole per bambini che parlano dell’infanzia senza restare chiuse nell’infanzia, perché dietro il fantastico raccontano temi profondamente umani: la crescita, l’identità, la paura del cambiamento e il desiderio di restare fedeli a sé stessi.

Con Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll rivoluziona completamente il genere e trasforma la fiaba in un viaggio dentro l’assurdo. Alice cade nella tana del Bianconiglio e si ritrova in un mondo dove tutto sembra privo di logica: il tempo si blocca durante il tè del Cappellaio Matto, le parole cambiano significato e le regole degli adulti diventano incomprensibili. Eppure, è proprio il caos che diventa il cuore del racconto. Carroll mostra quanto il mondo visto dagli occhi di un bambino possa apparire strano, contraddittorio e spesso illogico. Dietro il nonsense e gli animali parlanti si nasconde quindi una riflessione sottilissima sull’identità, sulla crescita e sulla difficoltà di capire chi siamo davvero mentre cresciamo.

Anche L. Frank Baum con Il meraviglioso mago di Oz porta il lettore dentro una fiaba visionaria e sorprendentemente moderna. L’autore utilizza il viaggio fantastico per raccontare la costruzione dell’identità. Dorothy attraversa così il regno di Oz assieme a personaggi convinti di non possedere ciò che desiderano: lo Spaventapasseri è convinto di non avere un cervello, il Boscaiolo di Latta crede di non avere un cuore, il Leone si considera privo di coraggio. Eppure, il viaggio dimostra esattamente il contrario. La vera morale della fiaba è che spesso le qualità che cerchiamo disperatamente esistono già dentro di noi, anche se non riusciamo ancora a riconoscerle. L’opera di Baum rimane una delle più moderne e profonde fiabe da leggere ancora oggi.

In Peter Pan James M. Barrie affronta il tema della crescita da una prospettiva malinconica. L’Isola che non c’è non è soltanto un luogo magico abitato da pirati, sirene e bambini perduti: è il simbolo del desiderio umano di fermare il tempo. Peter Pan rifiuta di diventare adulto perché crescere significa perdere una parte della meraviglia dell’infanzia, abbandonare il gioco e confrontarsi con la realtà. È proprio questo che rende la storia così universale: dietro l’avventura fantastica si nasconde la nostalgia per qualcosa che nessuno può davvero trattenere. Non a caso Peter Pan continua ancora oggi a parlare tanto ai bambini quanto agli adulti.

Molto più duro e spiazzante è invece Bambi di Felix Salten, spesso ricordato come una dolce storia per bambini ma in realtà molto vicino a un romanzo esistenziale. Dietro la crescita del piccolo cerbiatto si nasconde una riflessione intensa sulla perdita, sulla paura e sulla sopravvivenza. Il bosco raccontato da Salten non è il rifugio rassicurante delle favole tradizionali: è un luogo crudele dove ogni creatura vive costantemente sotto la minaccia della morte. La storia di Bambi diventa così il racconto universale del passaggio dall’innocenza alla consapevolezza. Crescere significa imparare che il mondo può essere bellissimo e spaventoso allo stesso tempo. Le illustrazioni dense e drammatiche di Simone Massi accentuano ulteriormente questa dimensione poetica e inquieta, restituendo al libro tutta la sua profondità originaria.

Infine, tra favola e fiaba si colloca Il libro della giungla di Rudyard Kipling, uno dei più grandi racconti di formazione mai scritti. Gli animali che accompagnano Mowgli – Baloo, Bagheera, Akela o la temibile Shere Khan – non sono semplici creature della foresta, ma incarnano modelli diversi di educazione, forza, appartenenza e libertà. Attraverso la giungla, Kipling costruisce una metafora della crescita: Mowgli deve imparare a riconoscere il pericolo, il tradimento, il coraggio e soprattutto il proprio posto nel mondo. La legge della giungla diventa così una riflessione sull’equilibrio tra istinto e responsabilità, tra natura e identità. Le straordinarie illustrazioni dei fratelli Detmold trasformano il libro in una delle più affascinanti storie per bambini illustrate, capaci di trasportare il lettore dentro un universo esotico, selvaggio e pieno di meraviglia.

Racconti illustrati e avventure fantastiche che vanno oltre qualsiasi classificazione

Esistono poi libri che sfuggono a ogni definizione precisa. Non sono soltanto fiabe per bambini, né semplici favole da raccontare: sono storie che parlano di crescita, desiderio di libertà, paura dell’ignoto e ricerca della propria identità. Ed è proprio questa stratificazione a renderle ancora oggi amatissime sia dai bambini sia dagli adulti.

Tra le più grandi fiabe italiane troviamo senza dubbio Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, un’opera che ha superato da tempo i confini della semplice storia per bambini. Pinocchio non è soltanto un burattino che sogna di diventare un bambino vero: rappresenta l’infanzia nella sua forma più autentica, fatta di curiosità incontrollabile, errori continui, ribellione e desiderio di scoperta. Ogni personaggio che incontra – dal Gatto e la Volpe al Grillo Parlante, fino al terribile Paese dei Balocchi – diventa il simbolo di una tentazione, di una paura o di una scelta che accompagna la crescita. Dietro l’apparente leggerezza della fiaba si nasconde però un racconto molto più inquieto e a tratti crudele, attraversato da povertà, inganni e trasformazioni continue. È l’ambiguità a rendere Pinocchio una storia senza età: una fiaba che cambia significato ogni volta che la si rilegge. Le illustrazioni visionarie di Roland Topor restituiscono tutta la dimensione surreale, grottesca e malinconica del capolavoro di Collodi, mostrando quanto il libro continui ancora oggi a essere modernissimo.

Accanto a Pinocchio si colloca Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, uno dei romanzi che ha trasformato l’avventura fantastica in un’esperienza di pura meraviglia. Il viaggio del professor Aronnax a bordo del Nautilus guidato dall’enigmatico capitano Nemo porta il lettore negli abissi oceanici tra città sommerse, mostri marini e i resti perduti di Atlantide. Ma il fascino del libro non nasce soltanto dall’avventura: Verne utilizza il viaggio negli oceani per raccontare il desiderio umano di esplorare ciò che non conosce, di superare i limiti imposti dalla realtà e di immaginare mondi nuovi. In questo senso il Nautilus diventa quasi una creatura fiabesca, sospesa tra scienza e magia. Le storiche illustrazioni originali di Riou e de Neuville amplificano ulteriormente il senso di stupore, trasformando il romanzo in uno dei più straordinari libri illustrati dedicati all’immaginazione e all’avventura.

Più antiche e profondamente legate al mito sono invece le Fiabe Irlandesi di James Stephens, che riportano alla luce l’immenso patrimonio orale dei cantastorie d’Irlanda. Qui il fantastico nasce dal contatto continuo tra il mondo umano e quello soprannaturale: uomini che si trasformano in animali, guerrieri leggendari e figure poetiche popolano racconti che sembrano provenire da un tempo remoto. Al centro delle storie emerge spesso Fionn, eroe mutevole e affascinante capace di essere guerriero, padre, poeta e veggente insieme. Diversamente dalle favole classiche, queste fiabe non offrono una morale esplicita ma trasmettono qualcosa di più profondo e ancestrale: il senso del mistero, il legame con la natura e la continua ricerca di ciò che sfugge alla comprensione umana. Le illustrazioni di Arthur Rackham rendono queste atmosfere ancora più evocative, trasformando il volume in uno dei più suggestivi libri di fiabe illustrati da leggere a ogni età.

Dalle favole per bambini alle fiabe per adulti: perché continuano ad essere estremamente attuali

Fiabe e favole non sono sopravvissute nei secoli soltanto perché sanno far sognare. Se continuano a essere lette, raccontate e riscritte, è perché toccano qualcosa di più profondo e difficile da mettere a fuoco: la parte più fragile e autentica dell’essere umano. Dentro questi racconti si nascondono la paura di crescere, il bisogno di sentirci al sicuro, il desiderio di libertà e il dubbio costante su cosa sia davvero giusto o sbagliato.

Fiabe e favole per bambini funzionano come specchi: ci riportano davanti a scelte, errori e trasformazioni che appartengono a ogni età della vita. È per questo che, anche da adulti, continuiamo a ritrovarci nelle loro storie, riconoscendo in un bosco incantato, in un animale parlante o in un viaggio impossibile qualcosa che ci riguarda più da vicino di quanto immaginiamo.

Alla fine, resta una sola domanda sospesa: quanto siamo disposti a lasciar sopravvivere dentro di noi quello stupore che avevamo da bambini?