Piccola storia della cadenza d'inganno. Come motivo liederistico (con alcune digressioni e oltre 300 esempi musicali)



Erik Battaglia

Il principio della cadenza d'inganno è stato osservato in Shakespeare, ha ispirato una raccolta di poesie (Raboni), in Kant è un sillogismo fallace che, se usato per ingannare gli altri, diventa un sofisma. Ma nella musica, specie nel Lied, quest'inflessione nata come espediente per ritardare la cadenza perfetta diventa un motivo musico-verbale dalle potenzialità infinite eppure univoco nelle analogie che incarna. Un gesto riflessivo, uno sguardo che si abbassa, stanchezza, abbandono, tempus fugit e, naturalmente, inganno. Già in Bach sentiamo l'inconfondibile gioco di tensione e rilascio che conferisce alla cadenza il suo status di motivo. Poi Mozart (Pamina, Luisa, Regina della Notte) e Schubert (Ave Maria) le hanno dato carattere di singolarità, ingannando l'attesa prima del previsto salto a terra dopo il quinto gradino. Essi (e coloro che da Schumann ai Beatles ne seguirono l'esempio) compensano con la gravità espressiva di questa cadenza il suo sfuggire alla legge di gravità armonica, che è anche legge di natura. Questa piccola storia di un motivo è solo una delle voci di quel lessico ideale che può rendere intelligibile la musica senza privarla di bellezza e mistero.

  • Titolo:

    Piccola storia della cadenza d'inganno. Come motivo liederistico (con alcune digressioni e oltre 300 esempi musicali)
  • Autore:

    Erik Battaglia
  • Prezzo:

    € 18,00
  • Editore:

    Analogon
    Liederatur
  • ISBN

    9788898630165
  • Data Pubblicazione:

    28/12/2015

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