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Da Gramsci a Occhetto. Nobiltà e miseria del PCI (1921-1991)

Franco Andreucci

Copertina di: Da Gramsci a Occhetto. Nobiltà e miseria del PCI (1921-1991)

"Napoli, 27 marzo 1944. È appena iniziata la primavera, ma il cielo è scuro, livido. Il Vesuvio è in eruzione e le nubi di cenere arrivano fino a 5 chilometri di altezza. Tre giorni prima, a Roma, 335 persone erano state fucilate dai nazisti come rappresaglia per l'attentato di via Rasella, nel quale il 23 marzo erano morti 33 militari tedeschi. Nel pomeriggio, attracca in porto il Tuscania, un bel transatlantico che negli anni Venti e Trenta aveva fatto rotta fra Glasgow e New York e che ora serviva per il trasporto delle truppe alleate. Fra i pochi civili, scende un uomo di mezz'età, corporatura media, occhiali leggeri. E salito quattro giorni prima ad Algeri. È Togliatti. Tornava in Italia il capo del PCI. Aveva vissuto, e portava nella sua figura e nella sua leggenda, tutte le svolte dell'Internazionale. Aveva assecondato i cambiamenti di linea verso sinistra e quelli verso destra, aveva accompagnato la formazione della dittatura di Stalin nell'Unione Sovietica e nel Comintern e aveva condiviso la sua politica repressiva...."