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Verdi, l’italiano

Riccardo Muti

Rizzoli

Alla vigilia del bicentenario della nascita, il maestro Riccardo Muti dedica a Verdi questo libro che è insieme un omaggio appassionato al compositore e un viaggio illuminante nelle sue opere. Ed è anche un tentativo – da parte del suo massimo interprete assieme a Toscanini – di fargli riconoscere nella storia della musica l’importanza che merita. Se infatti Mozart o Wagner sono indiscutibilmente considerati giganti nei loro Paesi d’origine e nel mondo intero, da noi Verdi è spesso stato presentato come il compositore dei motivetti facili e orecchiabili ed è stato in molti casi eseguito senza rispetto filologico, come se le sue partiture potessero essere modificate e adattate a piacimento. Ma Verdi – argomenta Muti – è un genio assoluto, è il patriarca della musica italiana e, se pure mette in scena le grandi passioni umane, lo fa sempre nella cornice di una straordinaria raffinatezza e nobiltà delle espressioni. Nelle pagine di Verdi, l’italiano, scritte con la massima autorevolezza ma anche in un linguaggio coinvolgente e per nulla pedante, i lettori vengono quindi accompagnati a scoprire il vero fascino di questo musicista, scandagliando il perfetto accordo tra parole e note che fa di ogni sua opera – non solo di Rigoletto, Traviata e Trovatore – un capolavoro di teatro. Ma la grandezza di Verdi sta anche nella tragedia dell’uomo moderno davanti a Dio come magistralmente resa nel Requiem, nell’interpretazione ineguagliabile dello spirito italiano che lo fece addirittura assurgere a bandiera del Risorgimento e in opere assolute quali Otello e Falstaff, frutti della maturità e di una finissima consapevolezza dell’incedere verso il tramonto della vita. Filo conduttore di tutti questi luminosi squarci nel genio di Verdi rimane la capacità eccelsa di leggere e raccontare in musica l’animo dell’uomo, di ogni uomo. Ragione per cui l’umanità, oggi e in futuro, ha e avrà sempre bisogno di Verdi.

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