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Sonderkommando Auschwitz

Shlomo Venezia

Bur
Copertina di: Sonderkommando Auschwitz

La verità sulle camere a gas Una testimonianza unica

Per decenni Shlomo Venezia (1923-2012), ebreo di Salonicco di nazionalità italiana deportato ad Auschwitz nel 1944, ha preferito mantenere il silenzio. Ha tenuto dentro di sé i mostri e i fantasmi, il marchio indelebile della Storia. Ha messo a tacere le voci raggelanti e i colpi della brutalità umana, lasciando che le immagini dell’orrore restassero vivide e mute nella sua mente: capelli tagliati e denti cavati ai cadaveri, corpi inermi trasportati nei forni crematori. Poi, negli ultimi anni della sua vita, Venezia ha deciso di raccontare la sua dolorosa esperienza: tra i pochi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz-Birkenau – una squadra speciale selezionata tra i deportati con l’incarico di far funzionare la spietata macchina di sterminio nazista – non è mai riuscito a dimenticare l’atrocità dei forni crematori e i suoi occhi, cuore e mente sono sempre rimasti incatenati ai campi di concentramento. Dai suoi racconti è nata questa testimonianza lucida e onesta, accolta con vivo interesse per la sua unicità straordinaria e diventata un simbolo della forma più nobile di omaggio alle vittime di ieri: la memoria.