La Strategia delle antilopi

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
Loading ...


“SE CI SI SOFFERMA TROPPO SULLA PAURA DEL GENOCIDIO, SI PERDE LA SPERANZA.
SI PERDE CIÒ CHE SI È RIUSCITI A SALVARE DELLA VITA.
IO, PER ME, CONSERVO LA SPERANZA DI ESSERE FELICE IN FUTURO.
NON VOGLIO SERBARE RISENTIMENTO NEL MIO CUORE E MORIRE DI QUELLO.”
dal racconto di Sylvie Umubyeyi

In una calda mattina del maggio 2003, una fila di prigionieri ruandesi varca le porte della prigione di Rilima scandendo canti di gioia.
Gli assassini vengono liberati tra la sorpresa generale, in particolare dei sopravvissuti che li vedono riprendere possesso delle loro proprietà, a Nyamata e sulle colline di Kibungo o Kanzenze.
Cosa si diranno ora Adalbert e Innocent quando si incontreranno per la strada, l’uno uccisore e l’altro preda ai tempi della caccia all’uomo nella foresta di Kayumba? Come potranno Berthe e Ignace parlarsi tra i banchi del mercato, davanti a verità indicibili per entrambi? In che modo, ogni giorno, potranno tornare a condividere la fede in Dio, la birra Primus, la fiducia nella giustizia, il tifo per la squadra di calcio?
Jean Hatzfeld racconta con intensità il tentativo di riconciliazione delle due anime di un popolo dilaniato dalle carneficine che per settimane hanno insanguinato il Ruanda nel 1994.
Da una parte gli hutu, che hanno sterminato quasi un milione di persone e devono ora affrontare gli sguardi dei parenti delle vittime. Dall’altra i tutsi, che cercano di tornare alla normalità dopo essersi salvati dal machete degli uccisori, scappando e nascondendosi come animali nelle paludi e nella foresta.
Un racconto emozionante ricostruito attraverso le testimonianze dell’una e dell’altra parte, in un libro corale che ci pone inevitabilmente davanti al senso della parola perdono.

“SE CI SI SOFFERMA TROPPO SULLA PAURA DEL GENOCIDIO, SI PERDE LA SPERANZA.
SI PERDE CIÒ CHE SI È RIUSCITI A SALVARE DELLA VITA.
IO, PER ME, CONSERVO LA SPERANZA DI ESSERE FELICE IN FUTURO.
NON VOGLIO SERBARE RISENTIMENTO NEL MIO CUORE E MORIRE DI QUELLO.”
dal racconto di Sylvie Umubyeyi

In una calda mattina del maggio 2003, una fila di prigionieri ruandesi varca le porte della prigione di Rilima scandendo canti di gioia.
Gli assassini vengono liberati tra la sorpresa generale, in particolare dei sopravvissuti che li vedono riprendere possesso delle loro proprietà, a Nyamata e sulle colline di Kibungo o Kanzenze.
Cosa si diranno ora Adalbert e Innocent quando si incontreranno per la strada, l’uno uccisore e l’altro preda ai tempi della caccia all’uomo nella foresta di Kayumba? Come potranno Berthe e Ignace parlarsi tra i banchi del mercato, davanti a verità indicibili per entrambi? In che modo, ogni giorno, potranno tornare a condividere la fede in Dio, la birra Primus, la fiducia nella giustizia, il tifo per la squadra di calcio?
Jean Hatzfeld racconta con intensità il tentativo di riconciliazione delle due anime di un popolo dilaniato dalle carneficine che per settimane hanno insanguinato il Ruanda nel 1994.
Da una parte gli hutu, che hanno sterminato quasi un milione di persone e devono ora affrontare gli sguardi dei parenti delle vittime. Dall’altra i tutsi, che cercano di tornare alla normalità dopo essersi salvati dal machete degli uccisori, scappando e nascondendosi come animali nelle paludi e nella foresta.
Un racconto emozionante ricostruito attraverso le testimonianze dell’una e dell’altra parte, in un libro corale che ci pone inevitabilmente davanti al senso della parola perdono.

Commenti

Caratteristiche


    • Marchio: Bompiani
    • Genere e argomento: Politica e Attualità
    • Collana: OVERLOOK
    • Prezzo: 19.00 €
    • Pagine: 266
    • Formato libro: 21 x 15
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788845267536

Loading...
corner-top

Dai una tua valutazione

Ti fa sentire:

Condividi su Facebook la tua valutazione

Questo libro mi fa sentire

Lo voglio leggere

Il caso di Harry Quebert

Joel Dicker



Loading...