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La Repubblica di barbapapà

Giampaolo Pansa

Rizzoli

“Barbapapà è il soprannome che la redazione di ‘Repubblica’ aveva dato a Eugenio Scalfari, il fondatore e il primo direttore. Ho lavorato accanto a lui per quattordici anni, più altri diciassette all’‘Espresso’. E oggi qualche amico mi domanda sorpreso: ‘Perché hai voluto scrivere da canaglia la storia del trionfo di Barbapapà e di quanto è accaduto dopo?’. Rispondo che l’ho fatto per non sottostare alla regola plumbea che tutela i grandi giornali. Fortezze sempre ben difese, capaci di incutere un timore riverenziale che induce a cautele cortigiane e narrazioni felpate. Con un po’ di presunzione, sono convinto che nessun altro fosse pronto a costruire un racconto fondato su un’infinità di ricordi personali e con l’aiuto di un diario tenuto per decenni. Tuttavia questo non è un libro riservato ai soli addetti ai lavori. L’importanza acquisita da ‘Repubblica’ nell’ultimo trentennio fa del quotidiano guidato da Scalfari e oggi da Ezio Mauro un testimone unico dell’Italia odierna. Uno specchio autorevole, e in molti casi autoritario, che rimanda a un potere invisibile, ma concreto. Lo detiene il gruppo raccolto attorno a una testata in grado di influenzare partiti, governi, mode culturali, comportamenti di massa. Il mio racconto riporta sulla scena le stagioni che hanno reso forte ‘Repubblica’: l’epoca violenta del Settantasette, la bufera del terrorismo, l’assassinio di Moro, il caso P2, le battaglie con il Psi di Craxi e il Pci di Berlinguer, l’intesa con il leader dicì De Mita, la guerra contro Berlusconi per il possesso della Mondadori. Anni che ‘Repubblica’ ha narrato anche con errori, faziosità, imprudenze. Il lettore scoprirà il percorso compiuto per creare un impero editoriale con pochi uguali nel nostro paese. E conoscerà meglio i personaggi che hanno affiancato o contrastato Barbapapà: l’ingegner De Benedetti, il principe Caracciolo, Mauro il comandante in carica, Bettino ‘Ghino di Tacco’, Andreotti ‘Belzebù’ e tanti altri. Ho narrato le vicende di ‘Repubblica’ con l’intreccio, il ritmo e i colpi di scena di un thriller politico. Ma al tempo stesso pensando a un percorso di vita italiana assai più ampio che appartiene a tutti.” G.P.

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