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La natura delle cose

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Copertina di: La natura delle cose

Vissuto durante i burrascosi decenni delle guerre civili, Lucrezio vide nelle dottrine di Epicuro un’alternativa a un mondo fondato sulla violenza e sull’oppressione e la liberazione dalle paure ataviche – la morte, l’Aldilà – che portano l’uomo all’infelicità. Lucrezio tradusse questa filosofia in termini fantastici e visionari, guidandoci a contemplare la vicenda misteriosa ed esaltante dell’esistenza cosmica e umana, del perpetuo divenire delle cose. Gian Biagio Conte analizza nell’introduzione la poetica lucreziana. Il ricco commento si deve a Ivano Dionigi, mentre la traduzione di Luca Canali restituisce l’afflato sublime del testo latino.