La Forza del passato

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Un tranquillo quarantenne che si guadagna da vivere scrivendo libri per ragazzi viene avvicinato da uno strano tassista. Costui mostra di conoscere particolari intimi della vita dello scrittore e lo convince ad ascoltare una rivelazione "pazzesca": suo padre, morto da poco, non sarebbe stato il generale democristiano e bigotto che lui aveva sempre creduto, ma una spia russa al servizio del KGB. Il tassista sostiene di essere stato il miglior amico di suo padre, di cui avrebbe sotterraneamente condiviso l'ambigua esistenza. Da questo momento, lo scudo protettivo che il protagonista aveva costruito con tenacia attorno a sé e alla sua famiglia comincia a sgretolarsi, e attraverso le crepe che vi si formano penetra in lui l'agghiacciante percezione della finzione a cui, fin lí, nella propria ingenua ricerca della serenità, aveva inconsapevolmente preso parte. Crollata anche l'ultima illusione, quella di una pace coniugale perseguita per anni, vietandosi desideri erotici e impulsi all'evasione, lo scrittore scopre - o meglio, dubita, senza averne la certezza - d'essere sempre stato diverso da come credeva di essere, con un padre diverso (una spia?), una moglie diversa (infedele?), e un diverso passato con cui fare i conti. Come nessun altro scrittore italiano di oggi, Sandro Veronesi sa allestire una irresistibile macchina narrativa - una macchina fatta di colpi di scena spettacolari, di movenze da romanzo giallo, di sipari comico-grotteschi sulla "incredibile" Italia di oggi - e, insieme, suggerire al meravigliato lettore che la storia che sta leggendo di null'altro parla, se non della sua vita più profonda.

Un tranquillo quarantenne che si guadagna da vivere scrivendo libri per ragazzi viene avvicinato da uno strano tassista. Costui mostra di conoscere particolari intimi della vita dello scrittore e lo convince ad ascoltare una rivelazione "pazzesca": suo padre, morto da poco, non sarebbe stato il generale democristiano e bigotto che lui aveva sempre creduto, ma una spia russa al servizio del KGB. Il tassista sostiene di essere stato il miglior amico di suo padre, di cui avrebbe sotterraneamente condiviso l'ambigua esistenza. Da questo momento, lo scudo protettivo che il protagonista aveva costruito con tenacia attorno a sé e alla sua famiglia comincia a sgretolarsi, e attraverso le crepe che vi si formano penetra in lui l'agghiacciante percezione della finzione a cui, fin lí, nella propria ingenua ricerca della serenità, aveva inconsapevolmente preso parte. Crollata anche l'ultima illusione, quella di una pace coniugale perseguita per anni, vietandosi desideri erotici e impulsi all'evasione, lo scrittore scopre - o meglio, dubita, senza averne la certezza - d'essere sempre stato diverso da come credeva di essere, con un padre diverso (una spia?), una moglie diversa (infedele?), e un diverso passato con cui fare i conti. Come nessun altro scrittore italiano di oggi, Sandro Veronesi sa allestire una irresistibile macchina narrativa - una macchina fatta di colpi di scena spettacolari, di movenze da romanzo giallo, di sipari comico-grotteschi sulla "incredibile" Italia di oggi - e, insieme, suggerire al meravigliato lettore che la storia che sta leggendo di null'altro parla, se non della sua vita più profonda.

Commenti

Autore


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    Sandro Veronesi

    è nato a Firenze nel 1959. È laureato in architettura. Ha pubblicato: Per dove parte questo treno allegro (1988); Live (1996); Gli sfiorati (1990); Occhio per occhio. La pena di morte in quattro sto [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Bompiani
    • Collana: GRANDI TASCABILI
    • Prezzo: 12.90 €
    • Pagine: 256
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788845253430

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