Itinerario italiano

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“UN LUNGO VIAGGIO DA FERMO NEI LUOGHI CHE CI APPARTENGONO, UN CONFRONTO SERRATO CON LE NOSTRE RADICI, PER CAPIRE DOVE ABBIAMO SBAGLIATO, COSA C’È DI BUONO DA SALVARE.” dalla Prefazione di Carmine Abate

Ojetti, Comisso, Gadda: folta fu la pattuglia degli scrittori in viaggio, negli anni trenta, per le contraddittorie strade della penisola. Tra questi un posto di rilievo spetta a Corrado Alvaro, allora giovane ma già noto narratore: in bilico tra disposizione cosmopolita e idillio paesano, la raccolta di prose Itinerario italiano (1933) costituisce una delle prove migliori di quella stagione letteraria. È la ferita ancora aperta della guerra a dare avvio al suo viaggio. Dalla Bassa Ferrarese alla Maremma, all’Abruzzo, alle terre napoletane, alla Calabria, attraverso paesaggi, architetture e topografie dei centri minori e delle città, incontrando i mille e faticosi mestieri degli uomini e delle donne, lo scrittore intraprende una ricerca che è storica, etica e autobiografica a un tempo, e giunge a una verità più profonda e universale: è la provincia la chiave interpretativa della civiltà italiana, da tutelare contro ogni eccessivo tentativo di accentramento. “Alvaro, in quegli anni trenta ancora contadini, in cui però si profilavano i primi tratti della società di massa, aveva già individuato uno dei tragici problemi che avrebbe assillato, quasi trent’anni dopo, il più eretico dei nostri scrittori, Pier Paolo Pasolini” (Massimo Onofri).

“UN LUNGO VIAGGIO DA FERMO NEI LUOGHI CHE CI APPARTENGONO, UN CONFRONTO SERRATO CON LE NOSTRE RADICI, PER CAPIRE DOVE ABBIAMO SBAGLIATO, COSA C’È DI BUONO DA SALVARE.” dalla Prefazione di Carmine Abate

Ojetti, Comisso, Gadda: folta fu la pattuglia degli scrittori in viaggio, negli anni trenta, per le contraddittorie strade della penisola. Tra questi un posto di rilievo spetta a Corrado Alvaro, allora giovane ma già noto narratore: in bilico tra disposizione cosmopolita e idillio paesano, la raccolta di prose Itinerario italiano (1933) costituisce una delle prove migliori di quella stagione letteraria. È la ferita ancora aperta della guerra a dare avvio al suo viaggio. Dalla Bassa Ferrarese alla Maremma, all’Abruzzo, alle terre napoletane, alla Calabria, attraverso paesaggi, architetture e topografie dei centri minori e delle città, incontrando i mille e faticosi mestieri degli uomini e delle donne, lo scrittore intraprende una ricerca che è storica, etica e autobiografica a un tempo, e giunge a una verità più profonda e universale: è la provincia la chiave interpretativa della civiltà italiana, da tutelare contro ogni eccessivo tentativo di accentramento. “Alvaro, in quegli anni trenta ancora contadini, in cui però si profilavano i primi tratti della società di massa, aveva già individuato uno dei tragici problemi che avrebbe assillato, quasi trent’anni dopo, il più eretico dei nostri scrittori, Pier Paolo Pasolini” (Massimo Onofri).

Commenti

Autore


  • Corrado Alvaro

    Corrado Alvaro (San Luca, 1895 - Roma, 1956) è stato scrittore, giornalista e poeta ma soprattutto un intellettuale la cui forte sensibilità civile, etica e culturale gli ha consentito, [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Bompiani
    • Genere e argomento: Narrativa moderna e contemporanea
    • Collana: GRANDI TASCABILI
    • Prezzo: 15.00 €
    • Pagine: 384
    • Formato libro: 20 x 13
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788845276668

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