I Promessi morsi

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L’ANONIMO LOMBARDO
compare nella Tavola dei sottoscrittori dell’edizione critica del Fermo e Lucia, Milano, Casa del Manzoni, MMVI.

 

“Nei Promessi morsi, le armonie sono le più variate [...].
Si passa dalle vicende della vita privata alla pubblica, da’ villani a’ prelati, da’ vampiri a’ lupi mannari, dalla pace al complotto, dall’innocenza al misfatto, dal monastero alla stregoneria, dall’amore all’orrore.”
—Niccolò Tommaseo

“Romanzo originale, nell’accezione più alta del termine [...].
Le scene descritte ci danno cognizione di vera vita vissuta: la coercizione morale, attraverso la quale una povera fanciulla, vittima dell’orgoglio dei genitori, è tratta nel chiostro affinché diventi strega, è più crudele della peggiore tortura fisica.”
—Edgar Allan Poe

“Don Abbondio, il cardinal Federigo, il padre Cristoforo, Renzo, tanti altri, sono persone a cui nulla di ciò ch’è propriamente umano manca.
A don Rodrigo, alla monaca di Monza, all’Innominato non manca nemmeno ciò che umano non è.”
—Ruggero Bonghi

“Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.
Anche quando viene vampirizzato.”
—Italo Calvino

IL 7 NOVEMBRE 1628, verso sera, su un pendio di quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno, mentre le vette scoscese gettano un’ombra cupa su borghi e campagne e una nebbia spettrale pare inghiottire boschi e vallate, una ragazza tenta invano di sfuggire all’agguato di un essere dagli occhi rossi come tizzoni ardenti. Una poiana, o forse un enorme pipistrello, si leva in volo, e un vecchio curato, tornando dalla passeggiata serale, si imbatte in due individui minacciosi, che gli ordinano di non celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia previsto per l’indomani.
Gli sposi promessi non sanno ancora che dovranno affrontare un tentativo di rapimento, una fuga in un monastero di Monza dove si praticano riti innominabili, il complotto di una stirpe oscura per conquistare lo Stato di Milano, una rivolta contro i nobili affamatori e succhiasangue, l’entrata in scena di un bandito licantropo, la calata di un Esercito Fantasma, lo scoppio di una pestilenza che stermina due terzi della popolazione, e un flagello ancora più spaventoso...
I promessi morsi è il libro che Manzoni avrebbe potuto scrivere se fosse stato un autore di romanzi gotici. È una sarabanda in cui Dracula si insinua nei Promessi sposi, e un cappuccino si scopre a mormorare una preghiera per la salvezza dell’anima di una creatura delle tenebre. Tale è questo guazzabuglio del cuore umano, anche e soprattutto quando è stato appena trafitto con un piolo di frassino un cuore che umano non è.

L’ANONIMO LOMBARDO
compare nella Tavola dei sottoscrittori dell’edizione critica del Fermo e Lucia, Milano, Casa del Manzoni, MMVI.

 

“Nei Promessi morsi, le armonie sono le più variate [...].
Si passa dalle vicende della vita privata alla pubblica, da’ villani a’ prelati, da’ vampiri a’ lupi mannari, dalla pace al complotto, dall’innocenza al misfatto, dal monastero alla stregoneria, dall’amore all’orrore.”
—Niccolò Tommaseo

“Romanzo originale, nell’accezione più alta del termine [...].
Le scene descritte ci danno cognizione di vera vita vissuta: la coercizione morale, attraverso la quale una povera fanciulla, vittima dell’orgoglio dei genitori, è tratta nel chiostro affinché diventi strega, è più crudele della peggiore tortura fisica.”
—Edgar Allan Poe

“Don Abbondio, il cardinal Federigo, il padre Cristoforo, Renzo, tanti altri, sono persone a cui nulla di ciò ch’è propriamente umano manca.
A don Rodrigo, alla monaca di Monza, all’Innominato non manca nemmeno ciò che umano non è.”
—Ruggero Bonghi

“Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.
Anche quando viene vampirizzato.”
—Italo Calvino

IL 7 NOVEMBRE 1628, verso sera, su un pendio di quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno, mentre le vette scoscese gettano un’ombra cupa su borghi e campagne e una nebbia spettrale pare inghiottire boschi e vallate, una ragazza tenta invano di sfuggire all’agguato di un essere dagli occhi rossi come tizzoni ardenti. Una poiana, o forse un enorme pipistrello, si leva in volo, e un vecchio curato, tornando dalla passeggiata serale, si imbatte in due individui minacciosi, che gli ordinano di non celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia previsto per l’indomani.
Gli sposi promessi non sanno ancora che dovranno affrontare un tentativo di rapimento, una fuga in un monastero di Monza dove si praticano riti innominabili, il complotto di una stirpe oscura per conquistare lo Stato di Milano, una rivolta contro i nobili affamatori e succhiasangue, l’entrata in scena di un bandito licantropo, la calata di un Esercito Fantasma, lo scoppio di una pestilenza che stermina due terzi della popolazione, e un flagello ancora più spaventoso...
I promessi morsi è il libro che Manzoni avrebbe potuto scrivere se fosse stato un autore di romanzi gotici. È una sarabanda in cui Dracula si insinua nei Promessi sposi, e un cappuccino si scopre a mormorare una preghiera per la salvezza dell’anima di una creatura delle tenebre. Tale è questo guazzabuglio del cuore umano, anche e soprattutto quando è stato appena trafitto con un piolo di frassino un cuore che umano non è.

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Autore


  • Anonimo Lombardo

    L’ANONIMO LOMBARDO compare nella Tavola dei sottoscrittori dell’edizione critica del Fermo e Lucia, Milano, Casa del Manzoni, MMVI.


Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli
    • Genere e argomento: Narrativa moderna e contemporanea
    • Collana: VARIA
    • Prezzo: 16.50 €
    • Pagine: 378
    • Formato libro: 22 x 14
    • Tipologia: CARTONATO
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817038034
    • ISBN E-book: 9788858616611

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