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Dietrologia

Fabri Fibra

Rizzoli
Copertina di: Dietrologia

Digitando su Google “controcultura”, il primo risultato è la pagina Wikipedia dell’omonimo album di Fabri Fibra.

 

In Italia nel 2010 sono stati sequestrati oltre 110 milioni di prodotti contraffatti o pericolosi.
(Rapporto annuale Guardia di Finanza)

“Rapper non si nasce, ma si diventa, con le esperienze e la vita, che vanno messe in tasca e nel cervello.” (Ernesto Assante, la Repubblica, 23 gennaio 2011)

“Se non scrivessi questo libro, non potrei fare un nuovo disco.”

Questo che hai fra le mani non è un romanzo né l’ennesima inutile autobiografia di un vip. È una scossa violentissima. È un elettroshock. È un manifesto politico.
Chi lo ha scritto è il protagonista indiscusso della scena rap nel nostro Paese, Fabri Fibra, pluri-disco di platino. Lo ha scritto per dire che il rap, musica della ribellione e dell’emancipazione ovunque, da noi risuona a vuoto, trovando un terreno sterile per il proprio messaggio.
Perché? Il problema è l’Italia, Paese che ha la delirante pretesa di paragonarsi con altre realtà socialmente avanzate, come la Francia, l’Inghilterra o gli Stati Uniti, ma è dominato da una generazione di vecchi che hanno schiacciato i giovani, hanno ucciso la creatività, hanno ipnotizzato le menti. È un “matrix”, come lo definisce Fibra, una palude nella quale gli italiani sono felicemente intrappolati.
I settantenni che non mollano il potere. Il mercato del lavoro blindato: o fai il mestiere di tuo padre (che faceva quello di suo padre), o non fai nulla. Una generazione persa nel web, le mamme che vestono da zoccole le figlie pensando che l’unica strada possibile passi per la seduzione, o meglio per la prostituzione. I grandi tabù: parlare di soldi, fare soldi, avere successo. La passione nostrana per le scorciatoie e per la contraffazione. In Italia basta apparire. Un unico sport, il calcio, canzoni e film tutti uguali, uomini e donne fabri fibra come clonati dalla tv. Nessuna possibilità di scegliere davvero.
Chi decide veramente per l’Italia e per gli italiani?
In un Paese in cui tutto è in mano a pochi, far rinascere la diversità è l’ultima vera sfida.

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