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American widow

Rizzoli Lizard
Copertina di: American widow

La bellezza di American Widow è nella messa in scena dei temi più spinosi e controversi del dolore, e nella totale assenza di retorica.
“The New York Times”

11 settembre 2001, ore 8:46. Un volo, un impatto, uno schianto: il cuore del mondo salta di un battito, la vita di migliaia di persone precipita nel caos e nella disperazione. Tra le pieghe di una nazione allo sbando si affolla un’umanità incredula, travolta da un uragano di dolore da cui sembra impossibile uscire: tra gli altri anche la giovane Alissa, che l’attacco ha reso vedova di Edoardo a due mesi dalla nascita del loro bambino. Ma il lutto è solo l’inizio del dolore: quando la grande macchina della solidarietà si metterà in moto, per poter ricominciare a vivere Alissa dovrà lottare con tutte le proprie forze per non rimanere schiacciata dall’astio di chi la circonda, e dalle ipocrisie della politica e della burocrazia.

All’inizio c’era un cielo azzurro e una bella giornata. E c’erano due bestie alate di metallo, non diverse da tutte le altre che volano… tranne che quel giorno erano guidate da uomini folli, armati di propositi terribili. E poi le bestie di metallo scatenarono mostri di fuoco che divorarono tutto.

American Widow è la storia autobiografica di Alissa Torres, una donna americana la cui vita viene completamente sconvolta dall’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York: sposata da poco con Edoardo, un giovane immigrato colombiano, è incinta di oltre sette mesi quando la tragedia del World Trade Center glielo porta via per sempre. Abbandonata a se stessa, Alissa si troverà così a dover affrontare un duplice incubo: la perdita dell’amore della sua vita – nonché del padre di suo figlio – e l’orrore delle trafile burocratiche per accedere ai fondi destinati ai parenti delle vittime, peggiorato dalla strumentalizzazione della sua sciagura a opera dei media e delle associazioni di solidarietà.
La più grande tragedia mediatica della storia raccontata attraverso un dramma privato, nel primo graphic novel autobiografico sui cambiamenti, le paure e le ipocrisie della società americana post 11 settembre.